
Pensieri alla deriva - Settembre 2002
*** C u b a l i b r e ***

Le
mille contraddizioni di Cuba.
La
Habana. Trinidad. Camaguey. Santiago de Cuba. Baracoa. Playa Guardalavaca (bleah..).
Ancora Camaguey. Moron (Cayo Guillermo). Santa Clara. Infine di nuovo La Habana.
3000
chilometri per cercare di capire qualcosa di quest'isola dal fascino
incredibile, anche se 15 giorni non sono certo molti per farlo.
I mille quesiti ed i mille interrogativi della partenza sulla realtà cubana,
dopo aver a lungo viaggiato e parlato con un'infinità di persone, ancora
rimangono da decifrare. Un'infinità di contraddizioni su cui perderci i miei
migliori pensieri.
E cosa mi rimane in testa una volta a casa ed una volta riacquistato il vecchio
frenetico ritmo della nostra vita lavorativa? Le mille contraddizioni di
Cuba.
Certo
cercare di capire qualcosa di un posto, di un luogo, di un'isola, di una
nazione, senza cercare di fare un'analisi un po' approfondita della sua storia,
della sua economia, della cultura nonchè della situazione delle nazioni vicine
sarebbe superficiale. Difficile però anche fare un'analisi che sia approfondita
ma che non annoi, che sia tecnicamente efficace ma che non sia lunga settemila
pagine... Per cui riporterò qualche dato preliminare che vuole essere solo una
piccola premessa a quello che voglio raccontarvi (sempre che voi abbiate voglia
di leggerlo, naturalmente).
Cuba
fa parte dell'America Latina, un continente che si estende dal confine tra Stati
Uniti e Messico, fino alle terra del fuoco nell'estremo sud dell'Argentina,
comprendendo inoltre le isole caraibiche. Alcuni dati della conferenza Regionale
sulla povertà in America Latina del 1990 (in effetti non molto aggiornati...):
-
su 447
milioni di abitanti 270
milioni sono poveri e altri 84 vivono in condizioni di indigenza;
- l'America Latina, che aveva un debito estero di 222.5 miliardi di dollari nel
1980, ha pagato solo di interessi e commissioni 365.9 miliardi di dollari nel
decennio tra 1980 e 1990, nel 1990 il debito estero ha raggiunto 423 miliardi di
dollari;
- l'inflazione che nel 1982 era del 56.1%
come media continentale, ha raggiunto nel 1990 il quasi incredibile tasso del 1500%;
- nel 1989 il 35-44% era disoccupato totalmente o parzialmente;
- ci sono 20 milioni di bambini senza casa, che consumano la loro infanzia per
le strade delle grandi città latinoamericane.
Tutto
questo nel più ricco di risorse tra i cinque continenti.
Cuba
poi ha una storia molto complessa; colonizzata dagli spagnoli ed usata come
porto di appoggio per i viaggi navali tra Europa e Sud America, ha vissuto la
colonizzazione del proprio territorio, lo sterminio per via delle malattie
portate dai bianchi, la schiavitù nelle piantagioni, la
"contaminazione" razziale con quella spagnola e poi con quella
africana degli schiavi deportati per mancanza di manodopera. Ha vissuto poi due
guerre d'indipendenza e la rivoluzione degli inizi del 1959.
L'economia
cubana è un'economia molto settoriale e non molto sviluppata se non in alcuni
settori specifici. Le principali fonti economiche sono la coltivazione della canna
da zucchero (tra i maggiori produttori del mondo), del tabacco
e del cacao.
Famosa nel mondo per la produzione dei sigari
e del rum
(Ron cubano). Negli ultimi anni, vista la crisi che ha investito il mercato
dello zucchero, il
turismo ha assunto importanza vitale.
L'isola manca di petrolio, di cereali e di altre numerose risorse che è
costretta ad importare in cambio dei loro prodotti di esportazione.
Sull'economia cubana grava un embargo economico (il "bloccheo") da più
di 40 anni che di fatto impedisce scambi commerciali tra Cuba e i paesi
alleati degli USA (naturalmente è escluso il blocco sovietico-orientale).
Famosa la sanità all'avanguardia di Cuba e la scuola pubblica che raggiunge nei
bambini l'invidiabile tasso
di scolarizzazione del 96%, che batte perfino i paesi occidentali. Evoluta
la biotecnologia.
Il governo cubano "passa" gratuitamente a tutti i cittadini
quantitativi mensili di riso, zucchero, sale, sapone, fagioli ecc.. Latte e
carne ai bambini. Carne agli anziani.
A Cuba non è permessa la libera impresa privata, ogni attività è controllata
e o gestita dallo stato (anche i taxi sono statali). Un chirurgo cubano guadagna
mediamente l'equivalente di 20 dollari al mese.
I cittadini cubani non possono uscire dal territorio cubano (non sono in
possesso di passaporto) se non invitati da cittadino straniero che pagherà
circa settecento dollari corrispondente al viaggio ed al costo dei documenti. I
cittadini cubani non possono entrare in luoghi strettamente riservati ai turisti
quali spiagge riservate, hotel, isole ecc...
Sanità ed istruzione sono completamente gratuite per tutti (dentista compreso),
lo stato passa agli scolari, testi (in prestito), quaderni, matite, zaino. Si
effettuano anche sofisticate operazioni quali la correzione della miopia
mediante laser, in forma totalmente gratuita.
A Cuba è difficile reperire medicine.
Le case dei cubani sono di proprietà privata, avute dallo stato. Le case
vengono tramandate di generazione in generazione, la scarsità di soldi fa sì
che i figli rimangano a vivere dai genitori per sempre, ospitando i rispettivi
coniugi con cui dividono a malapena una stanza. E' abitudine nuovi costruire
pezzi di casa sui tetti piatti, ogni volta che il nucleo famigliare si deve
allargare.
L'automobile è un bene di lusso.
Il governo cubano si occupa dei "barboni" ospitandoli in case adibite
a chi non sa dove dormire e cosa mangiare.
Ogni strada è pattugliata da uno o due vigilantes (poliziotti) che non
permettono che i turisti vengano infastiditi dai cubani, infliggendo a
quest'ultimi sanzioni pecuniarie piuttosto pesanti solo per il fatto di
rivolgere loro parola.
Le pene per detenzione di droga vanno dai dieci ai venti anni di reclusione.
Nello stato di Cuba il turista è sacro, difficilmente viene annoiato dalla
polizia e nel caso di furto (una vera rarità) il governo cubano dà un cospicuo
rimborso al turista al momento stesso della denuncia.
I crostacei cubani (aragosta) sono famosi in tutto il mondo.
Nelle grandi città e lungo le principali strade si incontrano in continuazione
cartelloni con slogan politici che inneggiano alla rivoluzione, al socialismo e
alla ribellione al capitalismo. Difficile vedere invece pubblicità.
A Cuba avvengono "democratiche" elezioni, anche se in realtà c'è un
unico partito politico, la televisione (due canali entrambi statali) è gestita
dal governo in carica e l'informazione è totalmente controllata.
Internet poi è un lusso destinato ai turisti, infatti non esistono cyber caffè
se non nei grandi e lussuosi alberghi. Il costo per 30 minuti di navigazione
corrisponde a 3 dollari. Mi risulta che comunque internet non sia libero sul
territorio cubano ma che sia accessibile posta elettronica e poco altro (mi è
parso di comprendere che i siti web mondiali siano criptati).
La moneta locale è il pesos che ogni anno si svaluta in maniera quasi
incredibile rispetto al dollaro. Il quale dollaro circola liberamente e viene
accettato nella maggior parte dei negozi. Esiste anche il pesos convertibile che
ha lo stesso valore corrente del dollaro (attenti a non scambiarlo con il pesos
normale che vale un quarto di dollaro). Questa doppia circolazione comporta che
ci sia anche uno sdoppiamento dei "mercati". Tutto ciò che si
acquista in dollari ha un costo ed una qualità simili ai nostri prodotti mentre
ciò che si acquista in pesos (praticamente riservato ai soli cubani) ha costi e
qualità notevolmente inferiori (es.: negli stessi locali i cubani pagano pochi
pesos ed i turisti alcuni dollari).
Le banane cubane sono piccole ma buonissime e vengono spesso servite fritte
(salate) quando ancora sono acerbe (sono buonissime, sembrano patate), tagliate
a rondelle e chiamate marikite.
Ottima la pina (l'ananas), il mango, la papaya, il cocco ed un'infinità di
altri frutti esotici dai gusti particolari.
Il caffè è buonissimo e viene preparato come da noi con la classica moka.
Circolano a Cuba numerose macchine americane degli anni 40-50 (Dodge, Chevrolet
ecc..) che sono assolutamente bellissime.
La gente cubana è molto cordiale, socievole e sorridente nonostante tutto.
Invece della Coca Cola (che circola sporadicamente di provenienza Messicana)
esistono surrogati di questa bibita prodotti a Cuba: la Tukola e la Tropicola.
Meno gassate e più dolci.
La birra cubana più famosa è la Cristal. L'acqua fa venire la dissenteria.
Il Mojito è un cocktail fatto con rum bianco (blanco), ghiaccio, acqua gassata
ed erba buena (tipo menta). Mentre con la Guira si fa una bevanda a base di rum
e miele che dicono sia miracolosa per l'infertilità femminile ed il mal di
stomaco (con la"buccia" si fanno le maracas).
I cubani tra loro usano chiamarsi "companero" o "hermano"
mentre quando si rivolgono ai turisti usano il "senor".
La pecora, la gallina e il maiale sono considerati animali domestici.
***
Il decreto Torricelli del 1992 vieta alle filiali straniere delle società
americane il commercio con Cuba e proibisce per sei mesi l'attracco nei porti
americani alle navi che hanno fatto scalo nei porti cubani (il 90% del commercio
impedito da questa legge riguarda generi alimentari, medicine e attrezzature
mediche).
Le sole restrizioni ai viaggi decretate da Washington costano agli operatori
turistici americani, alle agenzie di viaggi, alle compagnie aeree e alle catene
di alberghi e catering miliardi di dollari all'anno in mancato guadagno (si
calcola che l'embargo privi l'economia statunitense di qualcosa come 2 miliardi
di dollari all'anno in mancate esportazioni verso Cuba, il che significa una
mancata creazione di 40.000 posti di lavoro).
Ogni anno dal 1992 l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato a
schiacciante maggioranza la condanna all'embargo economico contro Cuba.
Gli oppositori dell'attuale sistema politico ed economico cubano non sono ancora
rappresentati nel governo a nessun livello. Chiunque esprima pubblicamente
opinioni critiche sulla leadership del paese rischia l'arresto e tutti i
tentativi di organizzare un'opposizione politica sono immediatamente soffocati.
Nel 1995 è diventato possibile per le compagnie straniere operare per conto
proprio, senza l'obbligo di creare joint venture, ma gli affari si sono
realmente avviati solo a partire dal 1999. Fino a quando il mercato degli Stati
Uniti rimarrà chiuso è improbabile che queste opportunità suscitino interesse
(anche perché lo stato cubano gestisce la forza lavoro, incassando il 95 % dei
salari che le compagnie straniere pagano ai loro dipendenti) *** (tratto da
"Cuba" di David Stanley - guide Lonely planet)
Tendenzialmente
- poi - i giovani cubani ai vecchi Compaj Secundo ed gli altri del Buona Vista
social Club, preferiscono di gran lunga giovani musicisti di salsa dance o
raggae, definendo i primi vecchi rimbambiti alla pari dei nostri suonatori di
liscio nelle balere.
Cuba
vive mille contraddizioni.
Parlino le immagini e le storie degli stessi protagonisti.

Aleandro
diceva sempre che a lui non gliene fregava un cazzo. Parlava bene italiano per
via di una vecchia amicizia con un suo coetaneo di Palermo. Suo padre, morto da
sei mesi di leucemia, gli aveva tramandato la filosofia rasta così egli,
quel piccoletto di appena 19 anni, diceva di essere l'unico vero rasta di Cuba. Pace.
Amore. A me non me
ne frega un cazzo. Diceva.
Vedi, io ho solo queste
ciabatte (distrutte),
questa maglia e questi pantaloni. Non ho un soldo in tasca eppure riesco a
vivere. A Cuba è possibile vivere con niente. La spiaggia è la mia casa.
E rideva. E quando gli chiedevamo cosa pensasse di Fidel, lui rispondeva: Fidel?
A me non me ne frega un cazzo di Fidel. Muore Fidel? Non me ne frega un cazzo.
Non muore? Uguale. Poi
stuzzicato dalle mie provocazione sull'impossibilità di poter uscire da Cuba
diceva: Cuba è la mia
terra. Mi piacerebbe vedere altri posti, anche viverci per qualche anno. Ma poi
il mio posto è qui, dovrei ritornare. A Cuba sono libero.
Ricordo che cantava
sempre Jovanotti e le prime canzoni di Grignani.

Questa
stanza era nello stesso tempo la camera da letto ed il salotto. Ci offrirono il
caffè proprio lì, un po' imbarazzate. La più giovane di loro vedeva Castro
come un uomo buono che cercava di governare al meglio Cuba, mentre quella più
anziana (un'insegnante di inglese in pensione) non lo poteva soffrire, diceva
che era un dittatore e che loro non avevano nessuna libertà. La terza non
prendeva posizione.
La prima sera che le abbiamo conosciute, incalzate dalle nostre domande, quasi
si mettevano a litigare. La professoressa diceva che non erano nemmeno liberi di
uscire da Cuba o di andare in certe zone dell'isola, La giovane ribatteva che se
anche avessero potuto non avrebbero avuto i soldi per farlo. Indicava il
responsabile di quella situazione nell'embargo che li aveva resi alla fame. Ma
l'altra, la più anziana, non era per niente della stessa opinione. Ci dissero
che non avevano i soldi per comprare le scarpe alle figlie. Che un paio di
pantaloni doveva durargli come minimo 20 anni. Che con i soldi che avevamo speso
nel noleggiare la macchina, loro avrebbero acquistato una casa. La più giovane
lavorava in un negozio di riparazioni di televisori. Guadagnava l'equivalente di
4 dollari in pesos...

Senza entrare nel merito di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, attività che spetta a chi sta molto al di sopra di me (se c'è), ho voluto cercare di dare un’idea di un’isola veramente meravigliosa per innumerevoli aspetti (geografico ed umano, principalmente). Nell'estate del 2001 sono stato in Messico e Guatemala. Il grado di povertà che ho visto in quei posti era nettamente maggiore. La gente povera non aveva un tetto, non aveva scarpe da indossare e viveva di sola carità. Non posso nascondere di aver fatto paragoni tra le due realtà geograficamente molto vicine. I cubani non hanno libertà e questo è una violazione dei fondamentali diritti umani, tuttavia i guatemaltechi ed i messicani poveri che non hanno da mangiare, ne hanno di più? E i venezuelani? E gli argentini, i Boliviani, i costaricani, i brasiliani, gli abitanti del Congo, dello Zaire, della Somalia, dell’India ecc…??
Che
cosa è giusto e cosa è sbagliato?
Meglio
giallo o meglio verde?
Rosso o nero?
Destra o sinistra?
Cattolico o buddista?
Non lo so (però c’ho ragione!)…
Fate
un po’ voi le vostre considerazioni.
Max
