Pensieri alla deriva - Marzo

(Un discreto mattone)

 

Una decina di giorni fa, pensando a cosa avrei scritto in questi pensieri alla deriva, ero talmente scazzato che ho costruito un testo mentale al fulmicotone (il fulmicotone è un campo di cotone colpito da un fulmine?). Un pezzo talmente tagliente che solo a leggerlo ci sarebbero stati morti e feriti, il sangue sarebbe colato copioso, la carne lacerata, la pelle a brandelli ecc.. (Sono macabro quando mi ci metto eh?). Ma non ero incazzato con voi - ci mancherebbe - ce l'avevo col mondo, col sistema, con gli uomini, con le regole, con la stupidità, con l'arroganza...

Spesso la mattina ci si alza ed il mondo gira in modo strano, ti fa fare fatica come quando si ha il vento contro ed in quei momenti ci si rende conto di quante cose non si condividono che però sono inevitabili. Allora ci si scontra, ci si dimena e alla fine si raggiunge la consapevolezza che i nostri sogni non si realizzeranno, che le nostre filosofie sono chimere, che le nostre idee verranno frantumate da quelle di altri che ce le imporranno dall’alto della loro poltrona (e ce le venderanno per buone). Così arriva la presa di coscienza della nostra inadeguatezza.

Eppure essere felici è un nostro diritto sacrosanto ed è un diritto inviolabile, che nessuno ci deve togliere, cazzo.

 

- Nessun business.

- Nessun dio denaro.

 

 

Bè, ecco, se avessi scritto il pezzo in quello stato d'animo avrei verbalmente massacrato cose, regole e persone. Ma poi mi sono calmato.

Ho aspettato.

E come tutti voi sapete, dopo un temporale, per quanto violento e potente, spunta sempre il sole e dopo che le nuvole se ne sono andate ecco di nuovo l'azzurro del cielo.

 

Ce la possiamo fare.

 

Ebbene, allora, dopo tutto questo cancan - o gatgat a seconda delle preferenze - dopo tutto questo astio, questo fervore, cosa dire?

Dico che noi - io e voi - nonostante tutto, siamo qui. Siamo ancora qui.

Ancora qui che ci ostiniamo. Che imprechiamo. Che facciamo sfuriate e poi dopo poco ce ne pentiamo. Che amiamo. Che cantiamo. Che balliamo. Che ascoltiamo musica a tutto volume.

Siamo qui e nessuno da qui ci sposterà se non saremo noi stessi a volerlo.

Ostinati.

Cocciuti.

Testardi.

E sinceri.

Questi pensieri alla deriva sembrano sfociare in un mare che, quale mare che si rispetti, è un mare che al solo vederlo sembra di essere più liberi. Un mare di cazzate dirà qualcuno. Sì un mare di cazzate e allora viva le cazzate.

 

L'antidoto.

 

Poi sto anche studiando un antidoto. Ora vi spiego la mia teoria del piffero. Il lavoro toglie un sacco di tempo e se uno va a fare una bel grafico a torta (senza candeline) vedrà che nell'arco (senza frecce) di una vita di un comune terrestre, praticamente una grossa fetta (non una grossa tetta, ho detto fetta!) viene impiegata a lavorare. Già che ero nel discorso ho aperto excel ed ho fatto un botta di conti: ho calcolato la giornata tipo di un lavoratore, l'ho moltiplicata per i giorni lavorativi, gli ho aggiunto i Sabati e le domeniche, aggiunto 6 settimane di ferie ecc... Poi ho preso in considerazione 70 anni di vita di cui 40 di lavoro e 10 di pensione. Secondo i miei calcoli molto approssimativi il 12% è di lavoro, il 36% di sonno, il 15% di servizio (mangiare; lavarsi; fare i bisogni...) e il 37% di tempo libero. Tirando le somme (non dalla finestra: potrebbe essere pericoloso) di lavoro ordinario su 70 anni di vita risultano 8,4 anni (effettivi, quindi senza interruzioni, 8,4 anni di 24 ore al giorno tutte di lavoro, come quando si ha una condanna di prigione).

8,4 anni spesi a lavorare.

Quasi nove.

25,2 spesi a dormire (!!!!)

10,5 a cacare.

25.9 a fare quel che cazzo ci pare.

 

Forse io sono stato un po' buono facendo i calcoli: non ho messo straordinari che invece fanno praticamente tutti, chi più e chi meno (io), ho calcolato come validi i primi anni di vita che in effetti il tempo libero non è molto utilizzabile, non mi sono abbastanza soffermato sui tempi del mangiare ai pasti e a merenda, i tempi morti, i tempi del traffico ecc... Non ho considerato che a un pensionato il tempo libero diventa un problema. Ho calcolato 70 anni di vita mentre succede spesso che la vita sia più corta (tocchiamoci adesso).

 

Comunque già qui ci si potrebbe interrogare: è giusto passare il 12% di un'esistenza - gli anni migliori per giunta - producendo prodotti di largo consumo?

Dio - o chi per lui - ne sarebbe contento? Fiero?

 

Poi finiti i calcoli mi sono detto: ci sono alternative?

1) Le piadine ai caraibi.

2) Il bar in Costarica.

3) La capanna della Polinesia.

Mica male no?

 

Eppure questi altro non sono che miraggi e come insegna Topolino i miraggi stanno nei deserti e quando li raggiungi non ci sono più, forse perché è passata la banda Bassotti che se li è portati via (uh?). Comunque sia se tutti prendessimo alla lettera i nostri sogni più remoti, in Messico ci sarebbero chioschi di piadine come le formiche in pineta quando devi fare un picnic. In Costarica ci sarebbero più bar che turisti. In Polinesia le capanne dovrebbero essere come minimo a 12 piani. Per cui passiamo ad altro, a qualcosa di più concreto.

Mangiare lo si deve fare tutti no? Qui non c'è molta via di scampo o si fa 8 al Totogol, o si ha il culo di sfondare nel calcio, nella musica ecc... o si deve lavorare.

E noi, sfigati, lavoriamo. Non c'è scampo.

Così, lasciati invariati gli 8.4 anni di lavoro, andiamo ad analizzare gli altri punti per vedere dove sarebbe possibile fare dei tagli (metti giù il coltello, depravato!).

Gli anni del sonno: 25 anni passati a dormire, a russare, a rigirarci nel letto e a smadonnare - per giunta - quando suona la sveglia. Sì, io ho calcolato una media di 8 ore di sonno per notte che forse sono un po' troppe. Qualcosina si può limare, si può dormire di meno ma poi si rischia di essere più stanchi nelle ore di tempo libero e come dice mio nonno che ha 92 anni ed ancora resiste: a dormire poco si invecchia precocemente.

Per cui lasciamo stare le ore di sonno.

10,5 anni passati a mangiare, lavarsi, lavarsi i denti, vestirsi, svestirsi, fare colazione, radersi o farsi la ceretta a seconda dei sessi (a ognuno la sua croce), fare pipì ecc... Vogliamo toglierci il gusto di passare cinque minuti sulla tazza del cesso?

No.

Non ci resta che analizzare i 25,9 anni di tempo libero.

Ma come, direte voi, facciamo tagli al tempo libero per avere più tempo libero?

No, però possiamo ottimizzarlo.

Come utilizziamo il nostro tempo libero? Ve lo siete mai chiesto? Ci avete mai fatto caso?

E poi un'altra domanda: cosa, nel vostro tempo libero, vi sembra una cosa di cui rinuncereste volentieri per fare qualcos'altro?

Io ci ho pensato, ma la risposta è del tutto personale. C'è chi gioca a carte e potrebbe decidere di smettere per fare qualcosa di più interessante come andare in bicicletta. C'è chi corre in bicicletta e rinuncerebbe per andare a giocare a carte. E così via.

Per quel che mi riguarda ci sono tante cose di cui farei a meno nel mio tempo libero ed alcune invece a cui non rinuncerei mai. Per cui bisogna distinguere cosa tenere e cosa tagliare.

Il sesso: teniamolo (semmai aumentiamo la dose...)

I film al cinema: teniamoli.

I libri: teniamoli.

La musica: teniamola teniamola teniamola (può essere vissuta una vita senza la sua bella colonna sonora? No!)

Gli amici: teniamoli.

L'amore: teniamolo.

Lo sport: teniamolo che fa bene (quello praticato soprattutto).

I viaggi: teniamoli (però basta con i villaggi turistici, cazzo!).

Il caffè: teniamolo.

Ecc...

 

Ora vediamo cosa invece si potrebbe tagliare:

Le code o comunque il tempo passato in automobile: purtroppo si potrebbe limitare ma è difficile pensare di farne a meno in maniera sostanziale (e come ci vai a lavorare? E al cinema? E dagli amici?)

Sto pensando... Sto pensando...

Fatelo anche voi adesso. Per un attimo fermatevi e pensate a cosa è evitabile nel vostro tempo libero, cosa vi intralcia, vi impedisce di essere attivi, cosa vi limita, cosa vi annoia, cosa vi fa perdere un sacco di tempo e che non è essenziale.

Io l'ho trovato.

Non è detto che sia la stessa cosa a cui avete pensato voi. Anzi, forse no.

Ma io l'ho trovato.

È la televisione.

Quanto tempo passiamo davanti alla televisione? Pensateci.

E cosa fate quando siete lì davanti, nel vostro tempo più prezioso, nella fetta di torta del 37%? Vivete? O vi lasciate vivere? Siete attivi o siete passivi?

 

Oggi è Lunedì. Ieri ho passato tutta la Domenica da solo. Non avevo neinte da fare. Finito di mangiare ho ascoltato un po' di musica e mi sono messo a vedere "Quelli che il calcio". Nelle pause andavo su Rai 3 a vedere il Gran Premio di F1 di cui sapevo già il risultato (e di cui onestamente non me ne fregava un tubo). Pubblicità. Sul primo a vedere qualche cantante di Sanremo. Rai 2. Telepromozione. Rete 4, niente. Canale 5, pubblicità. Italia 1, non ricordo. TMC2 video pop di scarso interesse. Pubblicità. Peppino Di Capri. Rai 2. Gol della Juventus. Rai 3 incidente a Villenuve. Pubblicità. Rai 1 i Sottotono che si difendono. Pubblictà. Pubblicità. Pubblicità. Pubblicità. ........Pubblicità..................................................................................

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Alla sera mi sono chiesto: cosa ho fatto oggi? Mi sono guardato allo specchio e mi sono risposto: NIENTE.

Niente capite?

E mi sentivo stanco, stremato, peggio di quando ho appena finito una partita di calcio. Stanco dentro.

Io non ho vissuto quella Domenica. È stata la televisione che l'ha fatto per me.

Per cui questa è la mia conclusione.

Non passerò più del tempo della mia vita in cui posso fare mille cose per essere ipnotizzato dalla televisione, perché il tempo è mio.

Ecco ho finito.

 

I pensieri alla deriva di Marzo (un discreto mattone!) finiscono così, sfumano piano in un calare di luce e colori. Finiscono con io che mi immagino a vivere una mia vita futura, un vita come tante altre, con una casa mia, una moglie (o una convivente) ecc... E niente televisione. Immagino di dovere riempire i momenti che intercorrono tra la cena e l'andare a dormire. Immagino mille cose da fare in alternativa. Immagino il silenzio rotto dalle nostre conversazioni. Una musica di sottofondo che non invade nessuno spazio, che non necessita di essere guardata. Un programma radiofonico forse. Immagino chiacchiere. Un buon libro su una buona poltrona. Immagino di riscoprire la voglia di uscire a fare due passi. Di riappropriarsi del gusto dell'andare al cinema magari una volta di più. Immagino con rammarico di dovermi perdere Satirycon, Zelig, l'Ottavo nano e Mai dire gol, ma d'altra parte non posso che rallegrarmi di non dover sentire più le solite cazzate che ci vendono i politici. Poi immagino un bambino di pochi anni che si perde a giocare coi lego, seduto su un tappeto, in un silenzio buono che non è un silenzio d'angoscia. Ed è un bambino bellissimo. Immagino due genitori che guardano il proprio piccolo che si perde in mille fantasie della sua piccola e meravigliosa testa e giocano con lui. Immagino...

 

Ma qui la mia immaginazione corre troppo e va troppo avanti con gli anni.

Adesso la notte è già arrivata da un pezzo.

 

Giunta è l'ora che io vi saluti e vada a dormire nel mio 36% di sonno che mi spetta.

Un abbraccio a tutti.

 

Massimiliano.