Pensieri alla deriva - Giugno

 

Ciao, buongiorno e buonasera, a te, chiunque tu sia, amico o conoscente, lontano parente o vicino serpente, visitatore casuale o visitatore intestinale (alien), Falcao o Bruno Conti, ala destra o stopper, filosofo o muratore, giovane imprenditore o vecchio dipendente tossicodipendente, la torre pendente di Pisa, mia cugina Lisa, vero o astratto, uomo o donna, donna bellissima piuttosto che bruttissima, amica, amante o fidanzata, compagno di classe, di sbornie o di cella e chi più ne ha più ne metta, aspetta che te lo metto, insomma tu, sì sì tu.

Cos’è questo spazio e come sarà riempito? Bè questo innanzi tutto è, o dovrebbe essere una raccolta di pensieri liberi sulle cose che mi e ci - cani e gatti - circondano, buttati giù in ordine sparso come logica vuole per ogni forma di pensiero che si rispetti, in definitiva una malsana cozzaglia di pruduzioni più o meno naturali di quella massa grigiastra pulsante che riesce a fatica a stare chiuso nel mio spigoloso cranio ossuto. Potrebbe essere anche uno spazio da riempire per tenermi allenato a battere i simpatici tastini della mia vecchia e polverosa tastiera per far sì che i polpastrelli siano allenati a centrare le lettere giuste, evitando i fastidiosi incavallamenti tipici dei novizi da battitura (Dio benedica l’inventore del correttore automatico!). Potrebbe essere una valvola di sfogo oppure, perché no, un modo per farmi conoscere da te e magari aprire un dialogo e chiuderlo a chiave dopo essere uscito. Sia quel che sia diamo inizio alle danze!

Il presente, il mio, la radio gracchia una canzone sdolcinata di Carmen Consoli pa-pa-pappa-pa, tutto continua nella sua monotona cadenza, la vita scivola via veloce tra uno sciopero di camionisti ed un incidente stradale mortale - tocchiamoci all’unisono, ecco ora... Olè, fatto - le vacanze incombono e tutti noi qui stiamo a scervellarci su come impiegare quel tempo. Viaggio all’estero alla selvaggia? Tour automobilistico con tenda in giro per le campagne d’Italia? Moto e traghetto nelle isole più sperdute della Grecia a rivivere le atmosfere di “Due di Due”? Viaggio preconfezionato del tour operator in cui compri da casa pacchetti di emozioni tipo “escursione con stupore” o “gita con allegria”, soggiorno nel relax in cui si mangia all’italiana e c’è un aborigeno triste che t’imbocca? Fate vobis che non è un punto vendita di computer né una congregazione di frati cappuccini quasi quasi caffè. (uh?)

Sulle tv, con immensa gioia di tutte le femmine, impazzano gli europei di calcio che monopolizzano l’audience facendo sì che gli altri programmi siano vere schifezze. Che scandalo, ancora calcio! direte voi. Evviva evviva un’altra bella dose di partite da spararsi in vena onde evitare rischi di crisi d’astinenza, direte invece voialtri. Cosa faccio io?

Bè, io stacco dal lavoro - tiranno! - alle diciassette e trenta, mi sparo quindici minuti di traffico bollente, e poi piedi nudi, bermuda e canotta, strapazzato come un sacco del rusco sul divano, luce fioca, scarsi rumori di sottofondo - mamma stai zitta! - e vai di partita qualunque essa sia. La sera se non ci sono in programma uscite alcoliche con amici alcolizzati o uscite romantiche con fidanzate romantiche c’è pure la possibilità di fare il bis, importante ma non necessario.

Perché non boicottare le partite come un buon anticonformista che si rispetti farebbe?

Perché gli anticonformisti oggi sono talmente tanti ed è diventato così di moda esserlo che si è creata una gran confusione (un marasma di gente con i capelli attentamente spettinati e con look ricercatamente trasandato che parlano di filosofia a basso costo e opere teatrali di cui non hanno capito un cazzo...) ed è diventato difficile fare le scelte con coerenza, in conclusione io guardo il calcio perché mi piace guardare il calcio e giocare al calcio. Liberi tutti di non guardarlo a coloro a cui non piace (cercate però di non rompere le palle agli altri!).

Bè ecco, così, mentre il cielo è splendidamente azzurro, il DJ straparla e straride, l’aria condizionata mi fa starnutire, i colleghi fanno gesti dall’altra parte del vetro, bevono e ruttano, passa la ruspa, passami la canna!, mentre le sirene suonano le cinque, le macchine si riversano sulle arterie che pompano uomini stressati fin dentro le loro case, la frenesia cresce, la fretta - cattiva consigliera - sembra farla da padrone bè, così mentre tutto inizia, finisce e ricomincia come in una sorta di film che già ben si conosce, ecco che finisce anche questo spazio di pensieri in libertà.

Salute a tutti e alla prossima.

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Ah, dimenticavo, ecco il paese dove qualunque uomo vorrebbe vivere...