Hermes tabaccaio.

 

Nel 1986, per un breve periodo, feci il commesso in un bar tabacchi che stava in fondo a viale 1° Maggio. Il bar era anche l'unica ricevitoria del paese nel quale si poteva giocare a Lotto, Enalotto, Totocalcio, Toto scommesse, Toto Cotugno, Totò Schillaci ecc.. Io mi occupavo di quello.

Siccome sono un tipo piuttosto intraprendente, svolgevo quella mansione cercando mettere quanto più di mio era possibile. Davo consigli. Suggerimenti. Dritte e storte. Facevo commenti, pronostici, supposizioni e previsioni.

Una volta riuscii a convincere Marione Rizzuto, detto "il Mitraglia", a cambiare in 2 secco l'1 fisso che aveva messo all'Inter
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la capolista - che giocava in casa con la Ternana - il fanalino di coda.
Il Lunedì mattina Mitraglia
bruciò il bar per aver mancato il 13 da 4 miliardi perché la Ternana, il giorno prima, aveva beccato 7 gol a San Siro.


Sì, dovetti cambiare lavoro ma, in sincerità, non fu un grosso problema: fare pronostici non era la mia massima aspirazione.

Andò peggio a Ruggero, il proprietario della ricevitoria, che, perso quel poco che aveva, si diede alla malavita e finì in prigione per un furto a una salumeria. Del Marione invece non ho saputo più molto;
dicono abbia smesso di giocare ai gioco d'azzardo, lotterie o simili, che si sia fatto crescere una barba lunghissima e che ultimamente lo si veda sempre più spesso con la bibbia in mano ad avvertire la gente
della fine del mondo.

La sera del rogo, andando a letto, pensai: Hermes, il lavoro non è tutto nella vita.


Hermes e la guardarobiera